In sintesi, cosa si intende per Piano del Parto?

Consiste in uno o più fogli intestati all’equipe/reparto presso cui si partorirà e firmati dalla madre (meglio anche da padre/partner) in cui è possibile fare un elenco delle proprie richieste – compatibili con il quadro clinico di madre e bambin* – per le diverse fasi della nascita (naturale o con taglio cesareo).
Si esprimono cioè preferenze e si chiede di evitare determinate procedure, a meno che non subentrino complicanze o una situazione di conclamata urgenza.

Nelle Agende della Gravidanza di alcune Regioni – ti rimandiamo a questa pagina – si trovano talvolta spunti in merito alle preferenze/scelte riguardo al parto e ci risulta anche alcuni reparti ospedalieri offrano dei modelli: fra questi, l’unico che abbiamo reperito in rete, è quello degli Ospedali Civili di Brescia.
Va ricordato che un Piano del Parto molto si ispira alle linee guida (qui un riassunto in inglese) diffuse dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per promuovere gli standard di assistenza alla gravidanza e al parto che gli studi scientifici evidenziano oggi come più efficaci e meno invasivi, in risposta ad una crescente tendenza alla medicalizzazione di quei processi fisiologici e naturali che, lasciati liberi di esprimersi, garantiscono un’esperienza più soddisfacente, salutare e serena a mamme e bambini.

Molto andrebbe detto sulle modalità, gli atteggiamenti, gli obiettivi con cui apprestarsi a redigerne uno. Di seguito alcuni spunti in merito.

 

Scarica qui un Piano del Parto da stampare e compilare

 

Cosa non è un Piano del Parto
La natura del parto
Il senso di un Piano del Parto
Con chi discutere e scrivere un Piano del Parto
Un esempio di Piano del Parto

 

Cosa non è un Piano del Parto

Anche se già si evince dai termini utilizzati finora, è importante chiarire che un Piano del Parto non rappresenta in alcun modo un contratto e non gli viene riconosciuto un valore legale. Rappresenta piuttosto un percorso, in primis, di consapevolezza e preparazione della madre e della coppia che si predispone così, al meglio delle proprie condizioni e del contesto, alla nascita: un’occasione preziosa per entrare in contatto coi propri bisogni e desideri e coi propri diritti, per sentirsi pienamente legittimate e competenti nel comunicarli, per contare sulle migliori strategie possibili nell’affrontare anche gli imprevisti.

Mettere tutto questo nero su bianco è di grande beneficio, a prescindere. Si può poi decidere di condividere il proprio Piano del Parto consapevoli che non tutte le strutture/equipe lo accoglieranno di buon grado (e informarsi rispetto a tali atteggiamenti nel scegliere il punto nascita può già contribuire ad orientare le nostre scelte). Come suggerito di seguito, il Piano andrebbe comunque sempre discusso con l’ostetrica per noi di riferimento o altre figure mediche e può essere proposto come accordo scritto al team sanitario del luogo dove partoriremo in anticipo rispetto alla data del termine.

 

La natura del parto… 

Il parto è ancestrale, selvatico, non controllabile.
Umano e metafisico. Sessuale, purissimo, splendente anche nelle sue pieghe in ombra.
Conosce le magie e gli imprevisti.
E merita di rimanere il più possibile indisturbato, accompagnato da chi sa vegliare su di esso non solo con competenza, ma anche con rispetto, fiducia, sensibilità. Da chi sa intervenire, quando occorre, con grande saggezza.

Il solo parlarne, figuriamoci prepararsi ad esso ed esprimere preferenze e scelte in merito, apre un vaso di Pandora. Ci si ritrova fra le mani – e nel cuore, nella testa, nelle viscere – materiale potente e complesso da amministrare, ma del resto potenza e consapevolezza sono servitrici della nascita.
Non solo, tutto quel materiale va condiviso col mondo, col proprio contesto, con l’orizzonte delle possibilità.

 

C’è un parto immaginato, che abita il mondo del possibile e del probabile.
C’è un parto temuto.
C’è un parto desiderato.
Talvolta, specie a seguito di precedenti esperienze che ci hanno toccato profondamente,
fortemente voluto, perfino reclamato.
Sì, c’è anche un parto completamente imprevisto.
Ognuno di questi è ingrediente del parto che sarà.

 

piano di nascita
© Jada Shapiro

 

… e il senso di un Piano del Parto 

Non esiste pianificazione piena nella nascita e anche quando si parla del cosiddetto Piano del Parto non ci si riferisce a un documento che registri garanzie, certezze, assicurazioni.
Tuttavia è molto importante sapere cosa è e cosa NON è. Scoprire come declinarlo, con quali premesse e atteggiamenti, con quali obiettivi. Quando e con chi scriverlo.
In pratica, è possibile fare del Piano del Parto uno strumento di riflessioni e consapevolezza per le scelte e i desiderata della donna e della coppia – sempre a partire dall’andamento della gravidanza – scoprendo se e come condividerlo anche con la struttura presso la quale si è scelto di partorire. Scelta che, naturalmente, a sua volta può scaturire proprio dalle riflessioni che il Piano stesso apre.

Prepararsi al parto significa prepararsi all’incontro con la propria creatura, ma anche con il luogo dove la si accoglie alla vita.
Che sia l’ospedale, la casa maternità o la propria casa, ci saranno altre persone con cui entrare in relazione. Non solo, diventare genitori fa nascere nuove parti di noi e anche quest’ultime andranno ascoltate e integrate nel quadro d’insieme.

Certo prepararsi al parto significa anche “allenarsi” ad affidarsi: alla saggezza del corpo e a quella della propria bambina o bambino. Ben sapendo che nella nascita c’è sempre una dimensione di… imprevedibilità. Ciò non toglie che si possa desiderare e scegliere e per fare questo è utile riflettere su quali opzioni e situazioni si possono incontrare al momento del parto, durante il travaglio, e nel dopo parto.

In questo modo ci accorgiamo che il Piano del Parto rappresenta uno strumento di grande consapevolezza e ci aiuta, nel corso della gravidanza, a entrare in contatto coi nostri bisogni, le risorse sulle quali possiamo disporre e le possibilità a disposizione. A individuare quali comportamenti e strategie si rivelano essere più efficaci per noi. A sentirci coinvolte e informate su tutto ciò che concerne il nostro percorso nascita, con fiducia, ma senza delegare passivamente le scelte che ci riguardano.

 

E la Valigia del Parto?

 

Nel pensare e  scrivere un Piano del Parto è possibile confrontarsi e farsi accompagnare da diverse figure, oltre che fare tesoro di quanto di utile sentiamo di aver raccolto da percorsi terapeutici e non a latere. 
Fondamentale, come sempre e se possibile, vivere questo orizzonte di riflessione in coppia.

 

Con chi discutere e scrivere un Piano del Parto

• L’ostetrica che è la figura sanitaria deputata ad accompagnare gravidanza e nascita (se non sei seguita da un’ostetrica, ti suggeriamo caldamente un paio di incontri proprio per mettere ben a fuoco gli orizzonti della nascita).
• La ginecologa/ginecologo se è la figura con cui stai monitorando la gravidanza;
• La doula che può accompagnarti nell’entrare in contatto con le tue emozioni e i tuoi bisogni rispetto ai diversi punti del piano per discuterli poi, nelle sedi adatte, con maggiore lucidità e serenità. Che può agevolare la comunicazione all’interno della famiglia se fosse poco fluida;
• L’equipe della struttura presso la quale avvererà la nascita;
• Eventualmente anche con altre figure professionali che, in qualunque ambito, ti stanno accompagnando in questo momento e potrebbero avere risorse e informazioni da condividere con te e il team di nascita (counselor o psicoterapeuta, osteopata o fisioterapista, altra figura medica ecc.)

 

Un esempio di Piano del Parto

Abbiamo realizzato per te questo Piano di Nascita (Parto) da scaricare e compilare. Lo potrai fare strada facendo, assieme alle figure professionali a cui ti affidi o con le quali approfondirai specifici aspetti. 

Il documento tocca le diverse fasi della nascita, dal travaglio al dopo parto, esprimendo preferenze che non riguardano solo la madre, ma anche il nascituro/a/i. Menziona anche la possibilità del cesareo e porta in campo richieste legittime e preziose qualora sia pianificato o fuori programma.

Potrai scegliere se condividerlo anche con la equipe della struttura presso la quale partorirai e se senti di aver bisogno di orientamento su questo, sui tempi e sui modi, contattaci senza esitare a info@oasidellemadri.it (periodicamente, inoltre, dedichiamo incontri di gruppo su questo tema).

Come già condiviso, il Piano del Parto non rappresenta un contratto e non offre garanzie certe, ma fa parte di un processo – fondamentale e, se possibile, sempre da vivere in coppia – che ci aiuta a “favorire” un evento di nascita il più possibile consapevole, rispettato, vicino ai nostri desideri e diritti. A “predisporci” al meglio alle magie, ma anche ai fuori programma.

Il Piano del Parto che puoi scaricare qui è stato realizzato dalla nostra equipe insieme alla dottoressa Susanna Marongiu, Ostetrica, ed è frutto di anni di raccolta dei vissuti delle famiglie e delle figure professionali che alla maternità si dedicano, oltre che dell’esperienza trentennale di Susanna che assiste nascite ogni giorno.

 

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