Ho letto un articolo di Mothering.com durante questa vacanze che mi è piaciuto molto e ve lo propongo.

Parla degli ultimi giorni di gravidanza.

Troviamo “una donna in attesa, appallottolata sul divano, ormai un unico gomitolo di bambino e di emozioni, una palla….  Una pila di libri su gravidanza, parto, significati dei nomi, allattamento … tutto è pronto, vestitini puliti, congelatore pieno di pasti già preparati, il seggiolino auto montato, la macchina fotografica carica. Non si riesce a incamerare più niente, basta informazioni. Non resta che aspettare.

Gli ultimi giorni di gravidanza – che a volte si allungano in settimane – sono veramente un luogo speciale, un tempo distinto. Sulla soglia.”
Nè qui nè là, nello spazio tra due mondi, dove due identità di una donna stanno in bilico sul filo della pancia.

L’autrice di questo articolo, Jana Studelska, ostetrica, già doula, consulente LLL e educatrice perinatale, ha cercato una parola precisa – Zwischen, che significa tra – per poter dare un nome per le sue clienti a quella finestra spazio temporale che può essere tanto faticosa da abitare.

I’m on the outside… looking inside… what do I see…

Lo so bene, anche perchè per ben quattro volte mi ci sono trovata. Mentre la mia prima figlia ha avuto abbastanza fretta di nascere, le sue due sorelle e suo fratello si sono goduti la pancia della mamma per quasi 42 settimane, con la spada di Damocle dell’induzione se non fosse accaduto qualcosa naturalmente al giorno x (un momento che, sappiamo, può variare a seconda del luogo dove scegliamo di dare alla luce la nostra creatura). Ero sostenuta da una rete di amiche che mi hanno fatto da doule, e nelle ultime due gravidanze, anche da meravigliose ostetriche, e ugualmente sono stati giorni impegnativi.

Il “tempo di tra, dove inizia l’apertura”.  Pensando a quello stato, mi riauona continuamente in mente una vecchia canzone, I talk to the wind (King Crimson, 1969)

Said the straight man to the late man
“Where have you been?”
I’ve been here and I’ve been there
And I’ve been in between

I’m on the outside… looking inside.. what do I see..
.

Questo in between… come viverlo…
Siete sulla soglia ed è un tempo sospeso in cui, suggerisce questo articolo, potete per esempio scrivere le vostre emozioni e i vostri sogni (vi farà ridere e piangere rileggere le vostre parole più avanti), cantare a voce quando a casa non c’è nessuno, stare nella natura, o  farvi coccolare dalla vostra mamma se potete. O dalla vostra doula, perché no.

Non è facile abitare questo tempo in cui  dall’esterno arrivano domande assillanti (ma è nato? ma non è scaduto il tempo?) e c’è poca conoscenza del fatto che gli ormoni stanno lavorando già in una prima sottile precoce forma di travaglio in cui la donna già inizia ad aprire la sua cervice e la sua anima. E che la donna ha proprio bisogno di sostare in quel luogo sospeso tra il mondo che conosce e il suo mondo a venire, in quella sottile membrana tra qui e lì, il luogo da cui la vita proviene.

“Sai quel luogo che sta fra il sogno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando? 
Quello è il luogo dove io ti amerò per sempre, Peter Pan. È lì che ti aspetterò. (Trilli)

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